martes, 24 de febrero de 2009

 

silenzio...



silenzio, per una volta silenzio. qualcuno sta male, qualcuno sta morendo, qualcuno hce conosco. oggi veglia di preghiera, per accompagnarlo. si perch[ a quanto pare non ci sono speranze di miglioramento. quindi direi che per oggi un po- di silenzio e preghiera non faccia male a nessuno.
che ognuno faccia testamento, anche biologico (e non è una battuta, lo dico in serio..e non c'entra la superstizione o che, ma per coerenza...e garanzia di coerenza), e che si cerchi di vivere al meno ogni giorno, ogni ora, ogni istante...perchè pure il tempo è un regalo...
un abbraccio forte
mery



















Comments:
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mery..mi spiace per il tuo amico..c pensavo oggi qd tornavo a casa dalle lezioni di inglese..farò un preghierina per lui..chissà..non è tutto perso..guarirà.
 
dada non c'è speranza che si riprenda, solo che finisca i suoi giorni nel modo più sereno possibile...per fortuna la famiglia è forte e siamo in tanti a volergli bene
grazie per le preghiere!
un abbraccio forte
mery
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO