viernes, 2 de mayo de 2008

 

un po' di campagna...

le mie radici sono qui...
in un paese che si chiama Trebaseleghe, e nei suoi dintorni: mio papà è nato lì, e dice che è il paese più bello al mondo.
una volta per arrivarci c'erano ore di macchina e campi, levatacce e dormite sui sedili, con mamma che ti svegliava per vedere il Po, perchè era sempre uno spettacolo 'passare il confine'...mio babbo oni volta che arriva in veneto inizia col dialetto, è matematico, e pure bello..poi i paesi coi nomi strani, tipo brusaporco o s.michele delle badesse o altri cheai miei orecchi suonano tipicamente veneti come campodarsego, fossalta, muniego...
e io che questi viaggi non li ho mai fatti tanto volentieri, oggi ne ho avuta proprio voglia...e così in macchina, via un po' di sorpresa..
ed è buffo vedere come un posto cambia dopo anni che non ci vai, come continua a sembrarti ogni volta tutto più piccolo e come le cugine che avevi visto in fasce crescono e son già adolescenti...
buffo vedere figli già grandini da cugini che hai visto l'ultima volta per il loro matrimonio...
buffo vedere come gli zii ringiovaniscono e diventano sempre più belli (e dolci!) con gli anni...
buffo sentirsi più a proprio agio con loro adesso...sarà che ci si sta sempre poco, ma è quello il bello...

ogni tanto fa proprio bene ricordarsi da dove si viene, strano a dirsi ma ne avevo bisogno!
grazie mamma, papà, anna...

http://maps.google.it/maps?q=trebaseleghe%20mappa&gbv=2&hl=it&ndsp=20&ie=UTF-8&sa=N&tab=il


...e per il ponte dell'1, meravigliosi 2 giorni con quelli del cfm e/g a rimini....che ridere!!!ho scoperto che posso fare da navigatore!!!
e concerto del primo maggio a bologna, anche se zoppa, con sara di vignola e giangio...mamma mia era da tanto che non mi sentivo così socievole!!!

ragazzi crollo dal sonno e vi saluto..ma in questo lungo ponte c'è molto materiale nuovo da raccontare!!!mirtaaaa non vedo l'ora di parlar con teeeee!!!

un bacio a tutti, buon sabato!

mery campagnola zuppidda ma felice

Comments:
mery, anche tu mi sei mancata!sn appena arrivata a madrid...tutto cm prima.la settimana prox lavoro ad ifema, ma spero d comprar presto la scheda e sentirti, cosí mi racconti tutto!!
un bacione
 
che invidia k vedi daniele domani!!ed io mentre a lavorare!!
mi raccomando, salutamelo tanto!!
sn stata in uno stand con dei francesi, sn cm li ricordavo, perché nn sn né rivoluzionari né clochard!
mirta
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO