jueves, 24 de abril de 2008

 

rabbia...

scrivo la mia rabbia sperando che passi...
rabbia contro gli ostacoli che si accumulano...è come una operazione che invece che semplificarsi si complica, le incognite aumentano il problema si fa da piccolo grande, così, in un attimo...
rabbia contro me stessa, contro il fisico che si oppone alla mia volontà...è una doccia fredda scoprire i propri limiti così!
ok, posso ignorare l'alluce rotto, il male, l'andare lentissima, il far fatica...
posso ignorare la stanchezza, posso far finta di star bene o riderci su...
posso ignorare pure le mestruo che arrivan tra capo e collo al pieno delle loro energie...
posso ridere quando decido di venire ma pochi istanti dopo cado dalla sedia...
posso ridere un po' meno quando sento il colpo alla schiena...al collo...che non va via...
cercavo un segno per vincere la mia indecisione...
ma già non ero più indecisa!
ero pronta a partire...
ma quale il confine tra l'ESSER SEMPRE PRONTI e il riconosere i propri limiti???
che palle
almeno vorrei veder la dottoressa
ma no risponde al telefono
e non c'è neppure uno straccio di segreteria telefonica
sono arrabbiata
e nn posso prendermela con nessuno...
chi è causa del suo mal...
RODE!
baci
mery

un pensiero a tutti quelli ad assisi....sono con voi in questi giorni...il mio pensiero è con voi!





Comments:
dai, mery! stai calma...e visto cosí sembra un po' comico..hihi
ma tu stai tranquilla e cerca di far attenzione, di nn cadere perché prima o poi finirai per sbattere la testa contro un tavolo in mezzo alla strada cm lucia a Tours...jaja
ho l'esame domani e sabato parto per asturies.
mirta
 
nn ho passato l'esame neanche stavolta!!!
:S
e nn ho visto diego, né andrés...
ma....
domani parto a asturies..t ho pensato tanto perché ho preso il biglietto all'ultimo momento e anche la valigia! hihi
e poi...
HO TROVATO LAVORO!!
in un negozio di souvenir, capirai..ma è interessante, 900€ puliti al mese..nn è tantissimo, ma va bene per guadagnare un po' di soldi..
MI MANKI.
cm stai??
mirta
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO