martes, 6 de noviembre de 2007

 

RRROMAAAAAAAAAAA!!

eccomi di ritorno dall'ennesimo lungo weekend romano...
Roma ogni viaggio mi cambia un po', mi rimette in discussione, o forse mi fa semplicemente riscoprire un po' di me...ringrazio quelli che sanno sempre rendere il mio soggiorno speciale, da chi mi ospita e sopporta (il mio ammore romano e famiglia, ormai!;)), da quelli che fanno le corse per incrociarmi, che vengono in diretta da un altro viaggio o dal lavoro, addirittura in tailleur della nivea e stivali per non perdere tempo...di quelli che ci sono sempre, immancabili, ogni volta...di quelli che a volte chiamano per vederti mentre stai già in treno, ma che poi la volta dopo sanno recuperare alla grande, dimostrando grande spirito di sopportazione (ehehe!..e quasi pure di servizio!!)...
grazie a chi è disposto pure a venire in uniforme perchè viene diretto da un'uscita...o che sa animare la serata spaziando dal metodo al racconto dei mondiali a...esami per la patente orali...in macchina..hihi!
grazie agli amici acquisiti, alla condivisione...grazie alle persone meravigliose che incontro ogni volta...e che restano..grazie ai morosi delle persone a cui voglio bene, che si dimostrano a loro volta persone speciali(ed è questo il bello!!!la proprietà transitiva degli affettii1!!!!)
grazie pure a trenitalia, che sebbene i ritardi e la sgradevolezza del personale, alla fine porta spesso alla socializzazione nei suoi viaggi...sali un po' triste ma poi le chiacchiere stemperano e il tempo passa più veloce, tra aneddoti e risate..
grazie a chi mi viene a prendere e mi porta a casa, grazie a chi segue le mie avventure seppur a distanza, in collegamento a filo diretto.
ve lo devo...
grazie perchè i momenti brutti del post precedente lasciano il passo a momenti belli come questi. la stanchezza magari non passa molto, ma il buonumore c'è...e questo pure il pupo lo sente..

siamo uscite, tanto, fatto tardi abbastanza, state pure un po' male, dipinto pareti della tana, nico ormai la tua coca sa che porti operai alla tua messe (hmm biblicamente parlando!hihi)..ed è bello ma proprio tanto poter fare di tutto con te!!!ti voglio bene forte!!

avrei tante cose da dire ancora ma verranno fuori, forse, un po' alla volta.
fare i ringraziamenti particolari mi sembrerebbe quasi fare un torto a tutti gli altri, ma uno lo devo: grazie frappa!!!perchè hai fatto un po' le corse per farmi arrivare un tuo abbraccio...è bello saperti vicino!!non esiterò a chiamarti se arriva di nuovo la tempesta(vedi post precedente)...perchè con uno strucotto fa meno paura!

buon proseguimento di settimama a tutti!!
mery

Comments:
ciao ammore bolognese! sento da morire la tua mancanza...
queste giornate di novembre mi uccidono!
Comunque, menomale che c'è il tuo di blog che è pieno di gioia, colori e musiche allegre!
GRANDE!!!!
Mille baci e a presto (perchè so che sarà presto...)
Ti voglio bene tanto anche io!
 
Niente parole questa sera, solo un grande abbraccio. Ti voglio bene!
frappa
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO