jueves, 8 de noviembre de 2007

 

col naso all'insù...

...eccomi che guardo all'insu' a vedere se passi,
(non troppo perchè sennò mi schianto contro la macchna davanti...hihi!)
chi l'avrebbe mai detto?
la Vita stupisce e a sorpresa...
sono matta, ma ci penso...e mi piace pensarci...
mi piacerebbe non dover guardare all'insù, mi piacerebbe trovarti di fronte
forse cadrebbero le parole
a volte distratta le perdo
ma un saggio diceva:
'per fortuna che le parole posson lasciar il passo al vento se questo è forte...
...e allora... che sia forte!'
Buona notte sognatori!
a chi leggerà...e a chi no...
un bacio!

Comments:
bello!!è tuo, immagino!sn contenta k tu stia bene...io nn tanto..t racconterò!tvb!!
mirta
 
Ciao...sono la persona a cui hai fregato la frase di Fossati....
Cioè, era un sacco che non passavo per il tuo blog e cosa ci trovo???? Che mi scippi le frasi dal mio??!!?
Vabbè va...facciamo che non fa niente... ;-)
Ma almeno l'hai sentita la canzone...? E' davvero bella, te la consiglio!
Ho letto al volo il post su Roma e...un pò mi è dispiaciuto non essere fra le persone ringraziate...ovvero di non esserci stato l'altra sera. Periodo strano....mah...poi semmai quando ci incontriamo su msn te lo racconto!
Un bacio e grazie per le numerose visite sul mio blog!

La-persna-a-cui-hai-fregato-la-frase-di-Carte-da-decifrare-di-Fossati...
 
e la persona ha un nome??
mirta
hihi
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO