martes, 6 de noviembre de 2007

 

5/11 giorno memorabile!!

una semplice telefonata, completamente inaspettata. telefonata di scuse, sincere. mamma mia proprio vero che il SIgnore è grande e che i semi gettati nel campo fioriscono quando meno te lo aspetti...
che bella sorpresa!!!una persona a cui tengo tanto, sta finalmente maturando, e questa volta seriamente...ed è bello ancora aver voglia di crescere insieme, nonstante tutto, nonostante il momento non possa esser dei migliori...incoraggiare, perchè senti che la strada che ha iniziato è quella buona..
fede, sono fiera di te!!continua, non ti fermare, con coraggio..io sono qui, se hai bisogno di un po' di condivisione durante il cammino, come sempre!questa sera mi hai fatto felice.

notizia secondaria ma che mi fa sentire aria finalmente di 'buone nuove' (MAGARI!!!!!): è stata avvistata la mia bici -quella rubata a maggio- più volte...oggi non l'ho vista, ma c'è, viva e sana e salva. spero di riabbracciarla prestoooo!!!!(grazie sara!!e....speriamo bene!!!)...se qualcuno di voi in giro per bologna se la ricorda e la vede MI CHIAMI SUBITO!!!

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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO