lunes, 15 de octubre de 2007

 

mettiamo le mani in pasta...

i problemi del nostro Bel Paese son tanti, ma spesso è più facile nascondersi dietro un dito e far finta di non vedere...innovare è peccato, era credenza diffusa nel medioevo, e seppur ai tempi moderni il Progresso sia innalzato a nuova divinità, nuovo credo, spesso si arresta a un'evoluzione della superficie, senza scalzare logiche sbagliate e marcie, che continuano a marcire sotto la superficie restaurata.
per questo ad oggi certi problemi non sono ancora spariti: mafia, microcriminalità, massoneria, omertà...indifferenza..corruzione..diffamazione...perchè è più facile apparire puliti che esserlo...perchè coerenza richiede impegno...fatica...
ma qualcuno che il coraggio lo trova c'è...e ce n'è così bisogno che riesce a trascinare molti altri verso il vento di aria nuova di cui si parlava..
persone coraggiose che si trovano a rischiare la propria vita, a subire minacce e diffamazioni, solo perchè provano a fare la differenza, davvero..

vi porto un'esperienza reale del vento che scava le rocce, della goccia d'acqua che mano a mano buca la pietra..

dateci un occhio, leggete...
http://www.consorziosociale.coop/node
GOEL, CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI
Un gruppo di cooperative e associazioni sociali della Locride, stimolati e coordinati dalla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Locri-Gerace, si è incontrato ed ha avviato un cammino di confronto, di conoscenza reciproca e di sviluppo di un progetto comune.
Da ciò è nato il Consorzio Sociale GOEL. A questo si è arrivati anche grazie al sostegno e l'accompagnamento del consorzio nazionale
CGM (75 consorzi, 1300 cooperative sociali), del Polo CGM Calabria e, in particolare, del Consorzio CONSOLIDA di Trento (50 cooperative sociali associate), “tutor” del nostro consorzio locale. Un ruolo di primo piano hanno avuto l'iniziativa e il sostegno di mons. Bregantini, nostro Vescovo, con la sua opera pastorale, e il Progetto Policoro della Chiesa Italiana, nel cui alveo nasce e si riconosce questa esperienza.Il nome “Goel” ha radici bibliche e sta a significare la funzione di liberazione e riscatto che intende rivestire il consorzio nei confronti delle fasce sociali escluse ed emarginatedel nostro territorio.
Gli obiettivi del consorzio Goel possono essere elencati entro tre macro-aree: AREA FORMAZIONE E QUALITÀ
la crescita e il miglioramento qualitativo delle cooperative e associazioni socie del consorzio, attraverso la formazione costante, la riqualificazione, la continua rimotivazione etica dei cooperatori;
l'assicurazione di standard di qualità sia dei servizi sociali, sia delle attività di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate;
lo sviluppo di nuovi servizi sociali o di nuovi percorsi di integrazione lavorativa nella Locride;
la promozione di nuove cooperative sociali e dell'economia sociale in genere. AREA ORGANIZZATIVA-IMPRENDITORIALE 1. la realizzazione di un'infrastruttura di servizi consortili costituita da:
Servizi di consulenza fiscale e del lavoro per gli enti no-profit;
Ufficio Progetti e Agevolazioni, per l'utilizzo di ogni tipo di opportunità al fine di creare nuovi servizi nel territorio;
Attività di General Contractor: il consorzio assumerà commesse e attività in nome e per conto dei propri soci;
Ufficio Bandi e Gare: per immettersi nel mercato dei servizi pubblici nel modo più limpido e trasparente possibile;
Ufficio di Assistenza Legale;
Servizi di consulenza imprenditoriale, accreditamento e certificazione della qualità;
Servizi formativi e di aggiornamento professionale;
Promozione di iniziative commerciali comuni per prodotti e servizi delle cooperative sociali di tipo B;
Centrale di acquisto per beni o servizi. AREA POLITICHE SOCIALI
interlocuzione con gli enti pubblici, per lo sviluppo di politiche sociali nella Locride che partano soprattutto dai bisogni delle persone svantaggiate;
sensibilizzazione del potere politico e delle istituzioni per una corretta concezione della cooperazione sociale e della sua importanza;
difesa e promozione dei diritti delle persone portatrici di disagio;
proposta di una politica di sviluppo locale che parta dalle esigenze dei più svantaggiati;
cooperazione con altre esperienze consortili o di economia sociale regionali, nazionali ed internazionali.

Il Consorzio Goel, come primo atto, ha elaborato, insieme all'Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, una Carta dei Valori della cooperazione sociale, che funge da riferimento e guida nell'agire del consorzio.Il consorzio crede che sia necessario sempre partire dai valori piuttosto che dalle opportunità, se veramente si vogliono servire le persone svantaggiate, nella logica di “servire i poveri, ma non servirsi dei poveri”!
Ecco in breve dei punti qualificanti della Carta dei Valori e quindi dello stesso agire del Consorzio:
centralità assoluta della persona svantaggiata rispetto a qualsiasi altra esigenza;
legame delle cooperative e delle loro attività con il territorio;
priorità dell'emarginazione sociale sul resto delle problematiche sociali;
motivazione e professionalità come condizioni per lavorare nel sociale;
integrazione sociale e/o lavorativa come obiettivo di qualsiasi servizio o intervento sociale;
rispetto della legalità e della correttezza formale;
trasparenza degli atti e delle relazioni nel territorio;
partecipazione democratica interna nelle cooperative sociali;
equità tra i soci delle cooperative;
diritti dei lavoratori;
imprenditorialità “sana” e competitività basata sulla qualità;
indipendenza e cooperazione trasparente con le istituzioni e il potere politico;
cooperazione e mutualità tra i soci.
Da poco il consorzio ha presentato ai Comuni della Locride una Carta dei Principi per i Piani di Zona dove vengono sintetizzati criteri e principi di politiche sociali di cui esso inizia a farsi promotore.
Tutte le principali attività realizzate nel 2003, ivi compresi gli apporti da e per i soci, sono contenuti nella Relazione Sociale 2003, dove sono anche indicati gli obiettivi per l'anno 2004





Comments:
ti interessano le cose del governo, eh??
hihi
confermato:la vita cn te sembra molto più facileeee
ti voglio bene
 
holaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

os echo de menos

lux
 
qdo pensi di aggiornare???
ho passato tutto il pomeriggio al pronto soccorso cn mia nonna e i mie zii..grazie Dio mia nonna sta bene, è già a casa, ma nn sai qto ho pianto.
cmq sia, qsta cosa mi è servita per rendermi conto di quello k veramente importa.
domani torino..
sn nervosa..
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO