jueves, 23 de agosto de 2007

 

MR MUSCOLO IDRAULICO LIQUIDO

stamattina sveglia con mr muscolo idraulico liquido..
a lavoro quella che è la capo ufficio mi ha quasi fatto i complimenti, non li so prendere!
poi arrivo a casa...e lettera di mirta, letta tutta d'un fiato in piedi, davanti alla buchetta...che monaaa!!mi manchi tanto!!



e il mio vicino stava gonfiando la sua bici col compressore,. gliel'ho chiesto e mi ha gonfiato pure la mia...:)

poi dormito 3 ore, 2 chiamate nel frattempo, visto filmino carino davvero, L'UOMO PERFETTO o qualcosa di simile...mi sono quasi pure commossa...è perchè...chi l'ha visto capirà!

poi lavatrice, domani tornano i miei...
e tra un po' nanna!


...questo video ha in sè piccoli dettagli che mi piacciono tanto..
la corsa tra gli alberi, le mele, l'altalena...
la tenerezza nelle piccole cose, no sdolcinate ma dolci..
http://www.youtube.com/watch?v=nlVBsUGw3y0

Comments:
che dire... capisco eccome! mi vergogno un poco, ma mi sono commossa pure io! che ridere! ciao cara buona giornata!
 
mery!volevo kiamarti dal lavoro oggi ma zero tempo...mamma mia..e parti fra pochi gg!!spero c sentiremo presto!ho aggiornato blog! sai k i miei sn saliti in ufficio?? e la cosa più importante..hanno conosciuto carlo!!
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO