viernes, 8 de junio de 2007

 

fine scuola

era da un po' che la fine della scuola non mi riguardava più..
domani finisce la scuola e finisco di lavorare.
inizieranno nuovi ritmi, nuove corse.
chissà, speriamo di ritrovarsi a settembre nella stessa scuola, con l'entela e la simo.
stasera ho chiuso la tv e ho parlato coi miei, era da tanto che non lo facevo.
sto perdendo un po' di peli sulla lingua, e a poco a poco cerco di imparare a dire non sempre tutto quel che penso ma quel che può esser capito.
nel mio mondo ideale le cose non vanno così, ma visto che come dice babbo vivo su questo pianeta...ci si deve un po' adattare e cercare di stare il meno male e il più sereni possibile, no?
risultati di oggi:
-1tentativo di montaggio ruota carrello, fallito
-1tentativo di metter a silenzio la mia rabbia con chi di dovere, riuscito
-1indirizzo guadagnato e un indirizzo dato
-prestato libri e tempo per studiare
-divorato verdura e gelato(come al solito!)
-4 caffè presi
-restanti 3 novelle boccaccio per terminare decameron
-zero contatti notturni (:()
-creato contatti interpersonali di mutuo soccorso tra i due miei più cari amici del mio corso
-fatta ultima riunione solo di lupi scout prima delle vdb
-evitata pioggia, miracolosamente
...
...
...praticamente, nonn ho fatto nulla neppure oggi!buona note!
mery

http://www.allocine.fr/video/player_gen_cmedia=18730581&cfilm=46211.html

Comments:
t'inquiètes pas, les vacances sont déjà ici

Et regarde!! ils rappelent trop à Borja et Ed, c'est marvelleux, j'ai presque pleuré lol

http://www.youtube.com/watch?v=oAq9r6GvSFo&mode=related&search=


Lorena.
 
mery!
k bello è stato parlare cn te ieri...finalmente ho visto il video d marylin e della vita è bella...ho pianto!!
qt mi manki!!
oggi ho parlato cn lady Lo taaaaanto..ora però mi devo dar un mossa cn la tesi..buon weekend!
mirta
 
Tu sais que le video m'a rappellé la française qui chantait du blues avec sa mascote particulière?? que dogueoulasse!!
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO