domingo, 1 de abril de 2007

 

poisson d'avril


oggi pomeriggio dovevo vederlo...ieri sera m'ha chiamato dicendo che non poteva...-ci si vede lunedi!-no lunedi' non posso tornano i miei-

ero davvero molto arrabbiata. molto.

ci son rimasta male, ma non si può giudicare o arrabbiarsi senza sapere come son andate le cose.

mamma e papà tornano domani, che carini che sono!oggi li abbiam pure sentiti per telefono...davvero dolci!

domenica delle palme e giorno di promesse...7 cuccioli son finalmente diventati lupetti...che emozione!!

e a pranzo mi sono coccolata una nonna davvero dolce....:)!

grazie alle mie due dade che mi son venute a prender agli scout...grazie pure a dada anna..

mirta certo che ci vediamo prima del 16!

non vedo l'ora di sentire le avventure di lore stasera...

ma il mio pensiero ritorna al kebabegno...puff....'il n'y a pas d'amour heureux', disait une triste chanson française...je ne crois pas...mais j'ai peur quw ce soit meme cette fois-là un trou dans l'eau...

il me plait,ça je ne peux pas le changer...il y aura un final heureux meme pour moi?bof!

Comments:
hehe conosco bene la canzone haha..
beh, sai k se per il momento sta andando bene a me, è possibile k ci sia un topo in tutte le vite, k tra l'altro, oggi facciamo 1mese, e senza corne!wow!jaja
ma le tue cose nn ti devono venire ora!!almeno fra una settimana!no?
ultima cosa, sei l'unica k, per il momento, ha capito il doppio senso di "y sin embargo..."!per quello
sei il mio sole, e per tante altre cose!!
mi manki davvero!!
mirta
 
COVADONDA!!

je suis désolée que mon histoire n'aie pas été comme vous attendiez... lol
mais je me suis bcp bcp amusé, j'aimerais vous parler en personne mieux

et
Je dois un café à quelqu'un!! lol

;)

Lo
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO