martes, 20 de marzo de 2007

 
Taci.
Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.

Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.


Gabriele D'Annunzio, La Pioggia nel Pineto


Ha iniziato a piovere a dirotto all'uscita da lavoro...corro dal kebabegno perchè sennò non ci vado più...in bici, perchè non posso più abbandonare la mia bici in balia delle circostanze...

arrivo, fradicia come un pulcino...
non lo so non lo so non lo so...
forse troppi i sogni di stanotte. dal lavoro perso in banca al francese psicopatico che mi inseguiva mentre cercavo di andare dal kebabegno..e al cui telefono chiamava per me il belga chidendo dove fossi finita...e non mi rendo contro il francese strano mi porta in un vicolo ho paura e scappo..pure arrabbiata!
al sogno di essere a un campo di formazione col casso, ementre lui si intorta un paio di tipe-pure un po' sfigatelle alcune!- io mi inerpico sugli alberi e tento di costruirmi un'amaca altissima tra tessuti rossi...cielo limpido e sole...che bella sensazione!!!sarà che sono asociale?
il sogno 3 era sul kebabegno...andavo là e mi offriva aperitivo...oggi m'ha offerto dolce...io avrei proprio voglia di uscire con lui!:)ma non farò primi passi, bona lè, sono una donna forte che s'è beccata un mare d'acqua oggi, ma sono forte!
el paduan continua a preannnciare la sua venuta, io vorrei vederlo solo per dirgli che il tempo è passato e io son cambiata anche se lui non lo crede.
que vayan a la mierda estos hombres que se sienten solos y viejos y buscanla compagnera de la vida solo porque tienen la etad para casarse....que mierda!!!
non lo so forse mi sbaglio...ma è una brutta sensazione, spero davvero di sbagliarm9i!!
il fantasma s'è fatto di nebbia, mica per nullaè un fantasma!
e io ho iniziato a stud...cioè dormire sui libri...leonardo e fine '400 inizio '500...
e mi piace!
mirta cuanto quiero contarte mis misavantures de cada dia...te echo de menos!!
bonzy ho scritto in italiano soprattutto per te...così puoi legger bene le cagate che scrivo!!
ora mi guarderò il mio fantasma versione scaricata e tagliente...edwar mani di forbice...
bonne nuit à tout le monde!


Comments:
Mon petit coeur!je te donne un bisou, et j'éspere de te revoir bientot. (((petits complications avant de partir je vais t'expliquer... pour le moment je te dis seulement: mes parents??? c'est difficile! ))biz
 
mery!anche tu mi manki!! è da tutto il pomeriggio k piango per madrid...pufff
ieri è stata proprio la giornata dei sogni, anche cristina mi ha mandato dei sms raccontandomi i suoi!! hehe
MI MANKI
mirta
 
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L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO