jueves, 22 de marzo de 2007

 

21marzo


pimavera si' è tornata...
tra aria fredda e corse e piogge pochi se ne sono accorti davvero...arriva un po' in srdina...ma è da tanto che lavora sotto le ceneri di un inverno mai davvero nato...
momo partirà venerdi, causa febbre, io ho trovato un libro su 3 da studiare e mi son persa come una bimba che gioca felice col pongo o coi lego a tradurre la pucelle al mio unico superstite di corso...
e in quell'istante SENTIVO DAVVERO che in questi anni qualcosa è rimasto di quello studiato..
non sarà una formula chimica o un articolo di codice civile, non qualcosa che potrebbe salvare il mondo nè facilitarmi il lavoro...semplicemente CULTURA PERSONALE...che esercita su di me ancora forte il suo fascino...la voglia di capire e di farsi capire raccontandolo, raccontandosi agli altri...
mi sono fermata al mio solito kebab, il mio incontro col mondo quotidiano...quanta vita che passa per di là!persone strane, ognuna on la loro storia da raccontare o semplicemente da non dire..
saltata palestra, poi a casa a preparar ricordini e attività per queste nostre pesti pestifere e dolci ch esi chiaman lupetti...
finito solo 10 min fa, il fantasma già a letto, un po' mi rode...ma vabbè ci saranno altre sere...
sono stanca morta, appena mangiato yogurt alla prugna, m'è spuntato un brufolo nuovo, quindi tutto nella norma...
forse ho un po' più voglia di coccole del solito, sarà il freddo che avanza...
mirta mi manchi tanto...non ti preoccupare nessuna scelta è sbagliata!!!io ti sono vicina, pronta a semplicemente Esserci.ti abbraccio forte, davvero stai serena e deja las pajas mentales...piensa pero no ponerte loca...
no se si veo el kebabegno como amigote, como hermano o como algo diferente...se que me gusta tanto pasar mi tiempo con el que no quiero ponerme ningun problema. he descubierto que se llama luay (escrito asì!!!)y he decidido de llamarlo hellospenk, acuerdais?che dici mirta,le cae bien?es que es tan monoooo!!
voy a durmir, mejor asì...
hmm le franzès està sur msn ahora....:)!
son le3 e sto ancora parlando con lui...
buonanotte!
mery

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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO