sábado, 30 de diciembre de 2006

 

siamo i re magi...

Innanzitutto, beh benvenuto Fabio!!ogni tua partecipazione a questo blog è ben gradita…immagino tu sia fabio piccolo di torino, quello che uccideva le cellule ;)!ma se così non fosse, benvenuto uguale!
Hoy por la tarde con vecchi lupi (chefs escouts)para ver los presepi de los nignos…de verdad, una perfecta excusa para comer y beber como cerdos…
Hoy casa maravillosa de uno de estos nignos, muy muy linda de verdad!comido muy bien, bebido tambien y jugado...que divertido!esto es mi mundo ideal!
He descubierto con un poco de tristeza que mis manos hacen miedoa los nignos, porque estan tan secas que parecen una lima y tan negras (culpa del trabajo!) que hacen miedo a mi tambien...he ententado a explicarle que la culpa es del trabajo que hago, pero he dicho: limpio las mesas por los nignos que comen...pero de verdad prefiero no comer sobre una mesa limpiada de una chica que tiene manos como las mias!
y...es triste querer un monton alguien que està a lado de ti, y que hace sonrisa dulce por un texto, de una chica casi seguro...que rara la vida...
y el tiempo pasa y eso no pasa...ergo patio...sono invidiosa, y eso es lo peor!!!
Culpa de mis manias de protagonismo...pero mierda oy mujer, aunque si es mas facil ser hombres...soy mujer...no puedo hacer nada por eso, no puedo cambiar...

Ps: gracias mirta por tu llamada!!!

Comments:
Non! ne t'excuses pas en dissant "soy mujer" parce que je détèste ça!
Bon, s'il ne t'aime pas, s'il ne se rends pas compte de la personne marvelleuse que tu es, tant pis pour lui. Un jour, il t'arrivera que tu trouveras quelqu'un qui t'accepte sans questions, sans demandes, même sans savoir presque rien de ta vie, tout simplement parce qu'il t'aime, et ça t'étonnera parce que tu n'as pas la confiance suffisante en toi, mais il arrivera sans doute, car tu es unique et une fois on t'a découvert, on ne peut pas s'arreter de t'aimer.
Bisous.
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO