martes, 12 de diciembre de 2006

 

buon viaggio mirta!



il coniglietto gira intorno all'albero, va nella tana...e gira forte...evvai!!
tutte le favole hanno un lieto fine...-tranne quelle che leggo io!in una delle ultime il marito si è vendicato del rapitore della moglie e della moglie stessa che s'è adattata a far la moglie del rapitore...eheh!
soffro di gelosia acuta e senza soluzioni, chi mi conosce lo sa...chiunque abbia soluzioni realistiche e fattibili, proponga..
dal mio punto di vista, beh il vero problema è che sarei gelosa di chiunque...vorrei semplicemente il mio posto di amica come una volta...
mi sento come se un po' mi sottovalutasse, e questo mi fa ancor più rabbia...si mi piace fingermi persa ma non lo sono!cioè solo un po'...ma non sulle cose importanti...
lo guardo e mi incazzo. non so quanto può andare avanti così.
e poi io non voglio l'uomo triglia che si perde per una dona..."i maschi innamorati nei metrò...confondono le linee di mirò..."
vorrei coccole ma non sdolcinatezza, vorrei attenzione ma con intelligenza. vorrei che non ci fosse bisogno di chiedere nulla...vorrei poter essere ironica senza esser fraintesa, e che cavolo1poter pure esser gelosa, un poco.vorrei essere stupita,e stupire. vorrei non dare l'altro per scontato, nè essere presenza scontata.pur esserdoci sempre...
non è un elenco della spesa...ma lo sembra...forse cerco la luna...
so solo che non è un momento ideale per il mio rapporto con gli uomini.
il lieto fine verrà...ma il bello delle favole sono le peripezie, no?
mah!

ps: mirta, in particolare un saluto a te...buon viaggio, questo mese in spagna sarà lungo per me!;)ti voglio bene forteeeee!!!


mery


Comments:
la stagione del tuo amore non è più la primavera...ma se continui la canzone vedrai che a un lieto fine, o almeno sembra!!jaja

beh...volevo scrivere sul mio blog ma nn posso..so già che mi mancherai tantissimo, spero d telefonarti presto!!!
eooooooooooooo
 
meryyyyyyy
ma qto mi manchiiiii
mi sento troppo vuota senza di te!!!!!
 
ciao mery!!!mi fa tanto piacere ricevere i tuoi sms, nn posso rispondere però perché sn un po'in crisi di credito jeje
fammi sapere se compri la scheda, perché se nn provo a comprarla io...qui tutto bene, bel tempo e tante passeggiate in famiglia..ieri ho visto vero, oggi mi ha scritto sms henry jeje, alla fine gli ho dato pure il mio blog!!!
t penso
mi manchiiiii
ps.t saluta tanto mia sorellaaaaaaa
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO