jueves, 16 de noviembre de 2006

 

I HAVE A DREAM!



esta noche he echo un rève....

en un dia de sol, andando por la calle, encuentro una basura llena de libros y ropas... ero un una amiga, miro las ropas per al final hay los libros!!!cojo un libro pero pasa alguien por la calle y me mira muyyyy mal...

dejo el libro pero veo dos dicos: italiano-griego y italiano-espanol..

y cojo los dossss!!

esta puede llamarse nostalgia, no sé...

eduuuuu!!sofula,mirta, lore, bor, luz, lucia, stefi, hector, hiro, ed....cuanto os echo de menos!puede ser le bruillard que hay a bologna en estos dias...puede ser que estoy cansadissima, y feliz, pero cansadissima!

besos!mery


Comments:
sí, nostalgia credo sia l'interpretazione perfetta...io è da due gg k non mi ricordo cosa sogno, mi fa cosi male il corpo k non riesco a dormire...puff
mi manchi!!!
 
Si yo tb os hecho muchísimo de menos y me bato entre el deseo de superar la nolstalgia y el intento de no olvidaros nunca, pero va parejo, porque es imposible no ponerse triste cuando pienso que estais tan lejos
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO