miércoles, 4 de octubre de 2006

 

auguri lucia!!!


ayer tenia la fiesta entre mujeres para una amiga que se casa entre algunos dias...
la habemos vestida de elefantina, y todo el mudo reia en las calles porque estaba tan comica!!
coktail con fruta exotica, canciones para ella y...spogliarellisti ultra 6oegnos pero tan simpaticos!!y con mucho curaje para restar en mutandas delante de la gente...ironicos...feos pero maravillosos!!
me he despertado con mala leche, he echo el pan, y ahora otro, gimnastica y despues fiesta, hoy es el dia del patron de la ciudad, hay fuegos de artificio (on dit comme ça?)
no habemos encuentrado el ratoncito que tenemos en casa, lo he visto yo sola, muy bueno pero mi mamita tiene miedo de el..
buon compleanno lucia parra, un abbraccio forte dalla famiglia!
no veo la hora de ser a oviedo chicas!!!!!
mery

Comments:
nº1 oui, j'aurais bcp aimé la fête... lol
nº2 Tanti auguri Lucia!! mes coloc de Trieste dissent buon anno ou quelque chose comme ça mais ils dissent qu'ils parlent le dialecte triestino... je ne sais pas.
nº3 la photo du homme sans dents c'est dogueulasse!
 
AUGURI MERY!!
 
mery!!ma qdo pensi di rinnovare???puf...papá mi aveva portato un orologio nuovo, non tanto buono, al dire il vero, ma è risultato malissimo!! si è già roto!! non ha sopravvissuto neanche un giorno!!! jajajaja
domani vado ad aggiustarlo

tvb!!!!
 
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AlLeVi

L'abbandono

Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. ….
E’ vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo … il prodigio di lasciar vivere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
"...Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette. Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano. Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all'impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell'altra. Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili. L'uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi..." Stefano Benni, ELIANTO